Il galateo del biergarten

IL GALATEO DEL BIERGARTEN

Appare strano che un luogo come il biergarten necessiti di un galateo; eppure, se non si vuole rischiare di essere guardati male o peggio, anche se stranieri, fare brutte figure è meglio attenersi al galateo del biergarten.

il galateo del biergarten

Più che un vero e proprio galateo sono curiosità e accorgimenti per non trovarsi impreparati ad affrontare una serata tipica tedesca, o meglio bavarese.

Dress Code (abbigliamento)
Lederhose

All’interno di un biergarten non sentitivi fuori posto se guardandovi attorno vi accorgereste ad essere gli unici vestiti diversamente.

Nel pieno rispetto delle tradizioni, anche se non è obbligatorio, raramente il bavarese si presenterà senza indossare l’abito tradizionale: lederhose, se è maschio, dirndl se è femmina. Oltre ad essere l’abito tradizionale bavarese il termine dirndl indica una ragazza dai modi eleganti, in quanto derivante dal costume delle classi sociali elevate.

Attenzione al fiocco, dietro al quale si cela un segreto: annodato a sinistra la ragazza è libera. Diversamente, ogni vostro tentativo di approccio sarà destinato ad affogare, come la delusione che seguirà al suo no, in un mare di birra.

Panche e socializzazione

Una solida certezza dei biergarten è che non si addicono agli appuntamenti galanti. L’altra è che non troverete mai tavolini predisposti per ospitare solo due persone. Prendendo in prestito Totò (non ce ne vogliano i fans) e la sua ‘A livella il biergarten annulla, almeno per una sera, la differenza delle classi sociali. Guardandola da un altra angolazione in un biergarten non potrete trovare altro che lunghe tavolate e altrettanto lunghe panche dove potersi sedere.

Non fa niente se non trovate un tavolo completamente libero per poter stare tranquilli. Anche trovandolo risulterebbe del tutto inutile: due (una) sono le regole basilari per poter frequentare un biergarten. Mai occupare i posti (cattiva abitudine italiana messa in pratica ovunque) o non concedere il proprio tavolo quando vi è ancora un posto libero. Chi sarà quindi il vostro vicino di panca o quello seduto alla tavolta di fronte a voi? Non lo saprete mai, tanto è facile che siano vestiti tutti uguali, con l’abito tradizionale.

Il brindisi

“Cheers” in inglese, “Na zdrovie” in russo, “Kanpai” in giapponese, “Gezuar” in albanese, “Cin cin saude” in Brasile, “Santè” in Francia, “Cin Cin in Italia….”Prosit” in Germania.

Tanti modi, per accompagnare l’alzata ed il tintinnio dei bicchieri, quante sono le teorie che ruotano attorno alla nascita di un semplice gesto divenuto ormai abitudine ad ogni circostanza, in particolare durante le feste od eventi di significativa importanza.

Non dannatevi l’anima nella ricerca delle origini. Vi basterà sapere che se vi trovate all’interno di un biergarten e tutt’un tratto sarete gli unici a vedere i vostri vicini di panca dal basso verso l’alto e null’altro attorno non domandatevi se siete voi ubriachi o i vostri vicini. E’ giunta l’ora del brindisi guidato dall’accompagnamento dei canti intonati dai musici.

No music no party…la musica, infatti, ha il ruolo di cercare di contagiare tutti gli ospiti. In un batter d’occhio vedrete tutti salire sulle panche (a volte anche sopra i tavoli) sotto braccio con il vicino in un turbinio di salti, ondeggiamenti e canti fino a quando il fisico reggerà. O la panca non crollerà.

Self-service
Il galateo del biergarten

Aspettare che qualcuno venga a prendere l’ordine potrebbe essere un attesa che duri a lungo e, soprattutto, inutilmente.

Un altra regola dei biergarten, infatti, sarebbe quella che prevede che ognuno si servi in piena autonomia, ad eccezione di quelli che prevedono posti al coperto.

 

Maß (boccale)

Tassativo, o quasi; la birra nei biergarten degni di tale nome non prevede altre misure che quella da ein liter (un litro) servito nel tradizionale boccale, maßkrug o più semplicemente maß (in italiano traducibile come misura). Nel caso dobbiate servirvi da soli anche per il bere lasciate perdere il tentativo di portarne anche per i vostri amici. Solo i più bravi riescono a portarne non meno di tre.

 

 

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Arkifood

Informazioni su Arkifood

Ha riunito in se le caratteristiche dell'architetto e dei designer cercando di applicarle in cucina. Il risultato che ne verrebbe fuori, se non fermato in tempo, una cattedrale nel deserto della cucina o una pietanza esteticamente da ammirare ma immangiabile. Nonostante molti sapori siano del tutto ignoti al suo palato (ma non all'olfatto) gode di inesauribile fiducia da parte della Bondgirl Paola che gli ha rinnovato la sua "licenza di cucinare" trasformandolo a volte in Jean Food 007 "Mission Impossible"

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