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Una lunga storia d’amore: confetteria Mucci

Una lunga (e dolce) storia d’amore

Confetteria Museo “Giovanni Mucci 1894”

“…Questa lunga storia d’amore

Ora è già tardi ma è presto se tu te ne vai…”

(Una lunga storia d’amore – Gino Paoli)

Una lunga storia d’amore: la confetteria Mucci:

Una lunga storia d’amore, dolce; anzi dolcissima. Oppure sorprendente, come le circa 200 (o forse più avendone perso il conto) varianti che, dal 1894, accompagnano liete ricorrenze e gli eventi più significativi della nostra vita.

Per lo meno ai cittadini di Andria patria, senza esclusiva, della burrata, arrivata con buona probabilità successivamente alla confetteria “Giovanni Mucci 1894”.

Pistacchio di Bronte, Mandorla di Torritto, Pizzuta di Avola, Nocciola Piemontese o Fava di Cacao dell’America Latina, sono tutte materie prime di elevatissima qualità che prendono forma sotto le mentite spoglie di confetti e dragées.


Dragées

Raffinata ed elegante alternativa al confetto classico, si differenziano per la varietà di cui può essere costituito il ripieno. Frutta secca, candita, praline sono solo alcuni esempi da rivestire con cioccolato: al latte, bianco o fondente sarà una gradita e dolce sorpresa per chi li riceverà.


All’interno dei locali dove videro la luce, prima dei confetti, cioccolatini e caramelle oggi viene ospitato il Museo (visitabile per ultimo) la cui esposizione cronologica risulta appositamente invertita per dare il segno tangibile della continuità tra l’inizio dell’avventura intrapresa da Nicola Mucci e l’attività oggi portata avanti dagli eredi.

Una lunga storia d'amore: confetteria Mucci
Oggetti personali dalla scrivania di Nicola Mucci

Confetteria Mucci: tradizione ed innovazione

Il visitatore entrerà a contatto con la filosofia che, oggi come allora, caratterizza l’azienda: amore, passione e soprattutto il forte legame con le proprie radici e tradizioni anche se nel segno dell’innovazione.

In un percorso “storico-didattico” si scoprono i segreti (di Pulcinella) delle tecniche di lavorazione. Quelli delle ricette rimangono ancora top secret. Talmente secret che, di alcune, nemmeno gli eredi riescono a trovarne più traccia.

Una lunga storia d'amore: confetteria Mucci
Vecchii appunti per le creazioni

Come la lavorazione che, pur soppiantata nelle attrazzetature da moderni impianti tecnologici, continua ad essere effettuata nel segno dell’antica tradizione confettiera: spellatura, imbiancatura, confettatura e lucidatura rimangono le quattro fasi per trasformare in tre quattro giorni la materia prima in confetto.

Una lunga storia d'amore: confetteria Mucci
Bassina manuale usata per il rivestimento dei confetti

“Se Andria è il confetto, allora Andria è Mucci” racconta Loredana erede di quarta generazione accogliendoci nella sede storica dell’Azienda, oggi diventata Museo (e inserita nella lista dei locali storici d’Italia) racchiusa, come la mandorla lo è in un guscio di zucchero, tra piazza Catuma e piazza Duomo.

Viaggiando a bordo della tanto dolce quanto variopinta macchina del tempo, come il coloratissimo banco da esposizione, percorreremo oltre un secolo di storia attraverso il racconto di antiche tradizioni segretamente custodite in ogni creazione o la narrazione, inconsapevole, di avvenimenti che hanno segnato la storia.

Una lunga storia d'amore: confetteria Mucci
Banco da esposione nella vecchia sede

La tradizione del carnevale nel confetto

Pizzuta di Avola o Mandorla di Torritto vengono avvolte in un delicato quanto dolce abbraccio della confettatura fino a quando non esplodono in un mix irresistibile di sapori al palato. Lo stesso abbraccio che tiene ancora stretto a se la tradizione del confetto legata al rito del carnevale.

“Una vera tradizione non è la testimonianza di un passato concluso,

ma una forza viva che anima e informa di sé il presente.”

(Igor Stravinsky — compositore)

Lo sa bene la Confetteria Mucci la quale annovera tra le sue realizzazioni “I Coriandoli”; quelli usati oggi, di carta, hanno sostituito il rito nobiliare di lanciare, dai balconi delle case signorili, semi di coriandolo (da qui il nome) ricoperti da un sottile strato di miele rappreso, sulla folla festante.

Rimaniamo in tema di tradizioni popolari ai tempi del carnevale, continua Loredana in un racconto ripieno, non di mandorle, ma di passione, amore ed orgoglio; la stessa che contraddistingue l’attività di famiglia da oltre 120 anni.

Dovessimo comporre la hit parade delle specialità di casa Mucci da non perdere non esiteremo, oltre lo stretto necessario affinchè inizino a sciogliersi al palato, nell’inserire i Tenerelli saldamente alla prima posizione. Senza possibilità di essere scalzati.


Curiosità

Gli originali Tenerelli furono “creati” e tutt’ora vengono prodotti dalla famiglia Mucci. Attorno gli anni ’60 non era difficile trovare in vendita confezioni della Perugina (azienda fondata da Luisa Spagnoli e Francesco Buitoni) contenenti la stessa dolcezza. Il marchio, infatti, non era stato registrato e depositato dai Mucci.


I confetti nella petresciata amorosa

Quanto meno per ciò che hanno rappresentato nella tradizione della petresciata amorosa, sorta di rito propiziatorio per vedere che il convolare a giuste nozze iniziasse sotto i migliori auspici.

Non era insolito, infatti, notare il futuro sposo appostatosi come un moderno Romeo (sebbene si fosse agli inizi del ‘900) sotto le finestre della promessa Giulietta lanciare all’aria fruttini, cannellini e confetti ricci.

Soltanto quando la ragazza riceveva in dono una ricca “bomboniera” di Tenerelli la madre di Romeo iniziava ad assumere i, meno ancora amati, connotati di futura suocera.

Una lunga storia d'amore: confetteria Mucci
Il regalo gradito dalla futura nuora

Il carnevale e la petresciata goliardica

Esistevano anche le petresciate goliardiche, continua sempre Loredana. A carnevale, si sa, ogni scherzo vale e quale occasione migliore, nell’anonimato dei travestimenti, per saldare il conto di vecchi rancori tenuti in serbo per tempo.

Ad Ivrea la vendetta trova forma attraverso l’ormai nota battaglia delle arance, ripresa in “Creators – The past” film fantascienza o in “Una donna allo specchio” film con Stefania Sandrelli; ad Andria, invece, si era soliti lanciare confetti colorati.

Soppiantati, in un primo momento, da oggetti all’apparenza simili ma al cui interno al posto della mandorla trovavano rifugio piccole pietruzze. Il divertimento era assicurato, tanto da pensare che più grande fosse stato il Tenerello più ne avrebbe giovato lo stesso.

Fintanto si arrivò a lanciare veri e propri corpi contundenti, sempre più somiglianti a pezzi di artiglieria che ad un confetto. Cocchele o diavoloni, questo il loro nome, sarebbero stati vietati da li a poco onde evitare complicazioni tra i passanti inermi o le involontarie vittime.

Una lunga storia d'amore: confetteria Mucci
Cocchele o diavoloni per sanare vecchie ferite

Non solo forzieri dentro i quali si custodiscono vecchie tradizioni, le creazioni della maison Mucci sono la voce fuori campo per la narrazione di aneddoti, storie e celebrazioni che vedono coinvolta più o meno direttamente l’azienda stessa.

Federico II, Bianca Lancia e le Lacrime d’amore

Ogni castello, o maniero che si rispetti, tiene in serbo il proprio fantasma; pianisti in concerto durante le ore notturne, ectoplasmi vaganti per lunghi corridoi o il carnevalesco lenzuolo bianco danzante non possono mancare.

Percorrendo l’itinerario dedicato a Federico II si arriva al castello di Gioia del Colle.

Proprio in questa dimora vorrebbe la leggenda si fosse consumata la tragedia della gelosia in un quasi remake di Otello.

Protagonisti Bianca Lancia, ultima moglie dell’Imperatore, e Federico II stesso. Trama: accusata di aver tradito l’onore (del) sovrano le due protuberanze presenti nelle mura ricordano vagamente un seno. Quello di Bianca Lancia, appunto.

Una lunga storia d'amore: confetteria Mucci

Se Desdemona finirà vittima di Otello pur spergiurando nella sua fedeltà, Bianca Lancia pur di dimostare quanto grande era l’errore che Federico stesse compiendo, in un gesto estremo decise di recidere i propri seni per consegnarli, serviti su un vassoio di argento, al sovrano.

Nascono così “Lacrime d’amore”, opera confettiera con l’aroma della viola (della quale si dice Bianca Lancia ne fosse estasiata) per ricordare la tragica vicenda e presentate in occasione dell’800 anniversario dall’incoronazione nel 2015 a Castel del Monte.

In realtà, spiega una sempre più appassionata Loredana, avrebbero dovuto rappresentare il più verosimilmente un seno decapitato ed il sangue colante; ma non ce la siamo proprio sentiti di realizzare un prodotto con una connotazione così decisamente horror e dagli effetti speciali. Siamo la confetteria Mucci non Dario Argento.

Hollywood è lontano ma il piacere di sorprendere il festeggiato è storia, mentre alcuni personaggi illustri hanno legato il loro nome alla storia del confetto.

Personaggi famosi nella storia del confetto

Mentre Goethe si racconta riuscì a conquistare la sua amata facendole dono di una scatola di confetti, Napoleone fece trionfale ingresso a Verdun passando sotto tre archi adornati di confetti.


Verdun e i dragées

Dovesse capitarvi di trovare impressa su qualche confezione medicinale la parola dragées non pensiate ad un errore. Questi vennero introdotti proprio come cura medicinale per mano di uno speziale nel 1220 proveniente dalla città di Verdun, nota anche per un epica battaglia durante la Prima Guerra Mondiale


In tempi più recenti i reali di casa Savoia si affidarono proprio alla confetteria Mucci affinchè provvedesse alla fornitura in occasione delle nozze del principe Umberto con Maria Josè del Belgio, dando così vita ad un altra delle proprie “creazioni”: i Medaglioni, confettoni di cioccolato fondente a forma di cuore, rivestito di zucchero, personalizzabile con dipinto a seconda della ricorrenza da omaggiare..

Ascoltare Loredana diventa, racconto dopo racconto, una tentazione sempre più irresistibile di tuffarsi a piene mani nel poliedrico assortimento (in forme, dimensioni e colori) del negozio; percepita la nostra “difficoltà” ci conduce verso l’ultima parte del viaggio prima di congedarci.

Confetteria Mucci: la lunga storia d’amore continua

“Quando ti ho vista arrivare

Bella così come sei

Non mi sembrava possibile che

Tra tanta gente che tu ti accorgessi di me

(Una lunga storia d’amore – Gino Paoli)

Non si sa se i creativi di casa Mucci avessero in mente questa strofa quando hanno dato vita al fascino animalier della Princesse Margot, perfetto connubio tra il lato estetico-fashion e quello food delle creazioni Mucci.

Una lunga storia d'amore: confetteria Mucci
Princesse Margot: incontro tra fashion e food

Certo è che impossibile frenare la tentazione di assaggiarne uno, rimanendo colpiti dall’esplosione di sapori che si sprigiona al palato quando grappa e peperoncino si fondono con il cioccolato di cui sono ricoperti.

Una lunga storia d'amore: confetteria Mucci

Hai visto mai forse si riferissero a Glauce, musa ispiratrice da quattro generazioni mentre, librata in volo come la fantasia riposta in ogni confetto, ne elargisce a piene mani come segno di fecondità e prosperità.

Meglio chiederlo a chi, non poteva essere diversamente, ha visto nascere e crescere tra una bassina e un branlante la loro (lunga) storia d’amore.

Arkifood

Pubblicato da Arkifood

Ha riunito in se le caratteristiche dell'architetto e dei designer cercando di applicarle in cucina. Il risultato che ne verrebbe fuori, se non fermato in tempo, una cattedrale nel deserto della cucina o una pietanza esteticamente da ammirare ma immangiabile. Nonostante molti sapori siano del tutto ignoti al suo palato (ma non all'olfatto) gode di inesauribile fiducia da parte della Bondgirl Paola che gli ha rinnovato la sua "licenza di cucinare" trasformandolo a volte in Jean Food 007 "Mission Impossible"

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