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Riga e Tallinn tra miti da sfatare e luoghi comuni

Post revisionato il 27.06.21

Tra falsi miti e luoghi comuni da sfatare andiamo alla scoperta di Riga e Tallinn, capitali e gemelle diverse del Baltico.

Cicliche, come i periodi in cui solitamente viaggiamo, spuntano tra gli sguardi stupiti dei parenti, le fatidiche domande cui, con buona dose di sopportazione, nostro malgrado ci vediamo costretti a fornire risposta per l’ennesima volta.

Domande ed affermazioni frutto di luoghi comuni, talmente radicati nelle menti obnubilate di coloro che perseverano, nonostante gli immensi sforzi compiuti, a sciorinarle come un tantra alla pari di verità assolute da apparire come dogmi indissolubili ed indiscutibili.

Come il messaggio di Maria a Medjugorje

Comunicare la destinazione del nostro prossimo viaggio a parenti e amici assume (ci scusiamo sin da subito dovessimo urtare la suscettibilità di qualche anima pia) lo stesso valore attribuito dai fedeli in pellegrinaggio lungo la salita alla collina di Medjugorje in attesa del messaggio di Maria.

Ci si sente pervasi da un forte senso di spiritualità per la grande fede (mal riposta nei nostri confronti) nella speranza di ascoltare destinazioni la cui fonia ricorda melodie già note o desiderate. Speranza che svanisce puntualmente e, nonostante il ripetersi perpetuo, con sempre più sorpresa.

Puntualità e sorpresa allo stesso tempo; perché le date dei nostri viaggi, salvo sorprese, si avvicendano ciclicamente come le stagioni una volta.

Gennaio (poco più di un week-end) per il compleanno di TataPaola, la vera anima del blog che, magnanimamente e con buona dose di incoscienza, ha demandato ad Arkifood la parte dedicata ai viaggi. Tra giugno e settembre, cercando di evitare i periodi peggiori di luglio ed agosto, per quello intensivo.

La sorpresa (a dire il vero, da un certo punto di vista, non è lo è più di tanto) riguarda la destinazione. Fuori dalle classiche destinazioni di turismo massificato, fuori dalle destinazioni dove il rischio di trovare migliaia di persone dai tratti mediterranei (Italia e Spagna in primis) è altissimo.

Immergendosi in realtà nuove dove è ancora possibile trovare la genuinità del posto prima che divenga a sua volta (e Tallinn, purtroppo, lo sta già diventando) una nuova Gardaland o Disneyland.

Riga e Tallinn: falsi miti da sfatare e luoghi comuni

Cicliche, come i periodi in cui solitamente viaggiamo, ecco spuntare le fatidiche domande cui, con buona dose di sopportazione, tocca ogni volta dare risposta dopo averle ascoltate per l’ennesima volta.

Domande ed affermazioni frutto di luoghi comuni, talmente radicati, da venire recepiti come verità assolute apparendo come dogmi.

L’elenco non è esaustivo; qualche affermazione certamente è sfuggita durante il recupero dal backup del disco di memoria umano (cervello), Chiunque voglia aiutarci ad allungare l’elenco dei luoghi comuni da sfatare sarà sempre il benvenuto.

Nel frattempo, cerchiamo di chiarire le idee smontando le “certezze” che albergano in molti. In qualche caso, eccezione che conferma la regola, per onore del vero avevano ragione. Facile per la legge dei grandi numeri.

Fuori competizione…il campionario dell’abc delle domande tipo:

  • cosa ci sarà mai da vedere in quei posti?…. quando torniamo ve lo racconteremo
  • hai la compagna di quelle parti / no, è veneta
  • allora vai da solo / no, con lei

Preferite i paesi dell’est … ma Riga e Tallinn sono del Nord

luoghi comuni_Riga e Tallinn sono paesi dell'est

Diventa insufficiente, e riduttivo, rifarsi alla suddivisione geo-politica utile per la ripartizione dei paesi nel periodo della cosiddetta “guerra fredda” , identificando come tali (paesi dell’est) quelli posti sotto l’influenza e la “protezione” politico-economica della Russia.

Risulterebbe corretto, applicando tale metodo, definire anche Lettonia ed Estonia con tale definizione. Applicando una metodologia più restrittiva, equivarrebbe più o meno, al tracciare una linea immaginaria passante per il meridiano di Greenwich, etichettandoli semplicemente in base alla posizione rispetto ad essa.

Improvvisamente l’Italia entrerebbe a pieno diritto tra i paesi dell’Est.

Dalle origini sino ai giorni nostri ripercorrendone la storia, appare evidente di quanto Riga e Tallinn (assieme alle rispettive nazioni) evidenzino un identità più nordica che orientale. Rivendicandola a gran voce per ottenerne il pieno riconoscimento. Un primo passo, intanto, è stato già compiuto.

Riga e Tallinn son paesi del Nord…. allora morirete di freddo

Nonostante stiamo scrivendo le nostre considerazioni al riguardo, un minimo di ragione, come l’onore delle armi, deve essere concessa ai gufi appollaiati sul trespolo. Rientra anche nel calcolo delle probabilità (di averne) per la legge dei grandi numeri.

Drizzate attentamente i padiglioni auricolari e tenetene ben conto qualora abbiate in programma o vogliate inserire tra le destinazioni da raggiungere Riga e Tallinn, le gemelle diverse del Baltico .

Temperature tropicali sono ricercate tutto l’anno e, non appena la colonnina di mercurio segna livelli inferiori ai 30 gradi, siete pronti a tirare fuori il vostro amatissimo 100 grammi o vi sentite novelli bed-stylist avendo appena lanciato la moda del letto a cipollameglio rimanere a casa.

Temperature polari a Riga e Tallinn... da morire dal freddo
Foto di Koen Swiers da Canva

Davanti al caminetto bello schiopettante…. ad agosto. Arkifood è categoria a parte, riuscendo nell’impresa epica di essere guardato ed osservato con invidia anche dagli abitanti di Tallinn mentre girava per la città a mezze maniche. Al massimo con un leggero maglioncino; appoggiato sulle spalle.

A settembre, periodo del viaggio, la temperatura risultava essere ancora gradevole… se non pioveva o tirava vento. Tra luglio ed agosto la situazione è decisamente migliore come altrettanto lo è, proporzionalmente inversa, nei mesi invernali

Ehi…se state pensando che un piccolo sacrificio di sopportazione non sarà poi la fine del mondo, tornerete sui vostri passi vedendo girare i locali indossando abbigliamento tecnico. Forse un po esagerato, hai visto mai. Magari hanno solo anticipato di qualche giorno (?) il cambio armadio stagionale.

Sono paesi poveri quindi, attenzione…pericolosi

Prestate attenzione al pirata dei Caraibi

Due piccioni con una fava, o meglio….due “miti” da sfatare in un colpo solo.

Come enunciò nella sua nota teoria Herr Albert (Einstein): tutto è relativo. Anche la povertà. Dipende dal senso che attribuiamo alle parole.

Riga e Tallinn, la seconda più della prima, hanno un tenore di vita decisamente superiore alle capitali degli altri paesi ex blocco sovietico da far vivere discretamente i loro abitanti.

Avere la casa strafiga, vestire perennemente alla moda e girare con il macchinone non è previsto nei caratteri del loro DNA. Non per questo vuol stare a significare che vivono in povertà. Chi sfoggia uno, o tutti e tre questi elementi… lo sfoggia appunto.

Muovendosi con i trasporti pubblici si ha la possibilità di osservare… facendosi delle opinioni. Nessuna verità assoluta ma l’impressione avuta è l’enorme valore dato al poco (per noi edonisti) di cui la maggior parte della popolazione riesce a godere; senza per questo sentirsi privato della propria Dignità.

Solo chi non ha perso la propria Dignità riesce a vivere (e convivere) in maniera civile fino a farla diventare (quasi) un ossessione. Respect to respect. Viaggiare e girare nelle gemelle baltiche non fa mai sentire di essere, o di trovarti a breve, in pericolo.

La controprova? Salite su un qualsiasi autobus e provate a contare quanti bambini in tenera età (8-10 anni) viaggeranno assieme a voi, in completa autonomia, cellulare nello zaino e monopattino al seguito.

Riga e Tallinn: due città, un problema. La lingua

E’ così bello parlare in italiano

Caratteri incomprensibili, come la lingua nei paesi dell'est
“…quattro anni di Sardegna significano,
se ci vivi dentro,
come minimo imparare il dialetto…”
(Introduzione a “Zirichiltagghia” – Fabrizio De André)
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Non vogliamo rinunciare alla voglia, ed al desiderio, di visitare una città per il solo timore di trovarci in difficoltà con una lingua diversa dalla nostra.

Siamo incuriositi, durante i nostri viaggi, dall’aspetto linguistico e dall’attrazione che riesce a suscitare in noi spingendoci a cercare di entrare un minimo in confidenza con l’idioma locale. Il che non vuol dire, perchè impossibile in pochissimo tempo, riuscire anche a comporre solo una breve frase di senso compiuto.

Entrare in contatto significa ascoltare la musicalità del linguaggio, saperne riconoscere semplici parole nel bel mezzo del camin delle conversazioni dal nostro vicino di autobus, saper decifrare i caratteri cirillici bulgari, chiedere il conto in polacco, ringraziare in ungherese, salutare in ceco.

Nulla da fare, nonostante il nostro impegno profuso, nelle gemelle del Baltico (in particolare a Tallinn). La lingua risuonerà nelle vostre orecchie come un suono indefinito, ciò che riuscirete a distinguere (distinguere??) è un guazzabuglio di consonanti. Forse più semplice riconoscere una parola in giapponese. Domo arigato.

A Riga e Tallinn, nonostante si parli in media un buon inglese, capita di imbattersi, anche tra i giovani, in chi palesa difficoltà nel comprendere, e nel parlare, un inglese scolastico come il nostro.

Alla fine, come sempre, si riesce comunque a comunicare, facendosi comprendere, per affrontare le necessità minime.

Argomento cibomeglio non affrontarlo

Un problema risolto, uno nuovo in arrivo

Come si mangia a Riga e Tallinn

Altra modalità, oltre la lingua, per entrare in contatto con la realtà locale è condividerne gli usi e costumi; in particolare per quanto riguarda la tavola.

Arkifood, tanto non è da prendere in considerazione per la valutazione delle condizioni climatiche, tanto lo risulta in questioni prettamente gastronomiche. Ad una teoria di stampo empirico enunciata da Arkifood ne consegue la verifica della veridicità su base scientifica.

Rivolgersi a Tata Paola, la”bocca armata” della coppia, colei che senza il suo permesso ad Arkifood non sarebbe concesso disquisire riguardo l’argomento tavola.

Fermamente convinti della inesistenza della superiorità darwiniana di una cucina tradizionale a dispetto di un altra, siamo più propensi a pensare che i sapori di alcune cucine tipiche incontrino meglio i gusti di certi palati rispetto ad altri. Questione, anche, di abitudini gastronomiche.

Accantonate l’idea di una sana (?!) e golosa (!?) colazione tradizionale “cornetto e capuccino” preparandovi ad inzuppare (si fa per dire) alici e salmone al posto dei bucaneve nella tazza del latte. E’ la tradizione culinaria.

Condizio sine qua non della consumazione pasti a latitudini nordiche è iniziare la cena (pasto unico della giornata) con una classica zuppa, da noi considerata come nutrimento per chi versa in precarie condizioni di salute.

Parola di Arkifood, mai tornato deperito.

Paesi dell’est o del nord, almeno si spende poco… o quasi

A Riga e Tallinn si spende poco...almeno

Premessa number one: nelle capitali si spende sempre qualcosina in più che nei paesini limitrofi.

Number two: ricordate che la connotazione economica di Riga e Tallinn ha una spinta più verso i paesi del nord europa piuttosto che dei paesi dell’est.

Three: per fugare ogni rimasuglio di dubbio. Dipende cosa mangi e dove lo mangi. Le famose catene di fast-food o i tanto amati all you can eat li trovi in ogni dove, senza dover andare a visitare le gemelle del Baltico.

Ultimo, ma non ultimo…four; vedi alla voce povertà. Tutto è relativo; quindi si spende poco rispetto a chi? Questi pochi incipit potrebbero essere sufficienti per cercare (e darsi) una risposta in modalità autonoma.

In confronto alle capitali dei veri paesi dell’est, pensiamo per esempio a Varsavia o Sofia i costi a parità di qualità generale risultano mediamente superiori. Mettendoli in paragone con qualsiasi città medio-grande italiana si inizia a percepire il profumo di economicità.

Nota positiva: l’offerta culturale è talmente ampia che potreste dedicare un intera giornata passando da un museo all’altro, spesso situati fuori dal centro città. Fermarsi per uno spuntino veloce, oltre che risultare piacevole per l’organizzazione degli spazi, lo diventa anche per le tasche. Soprattutto non vi sentirete trattati come polli spennati.

Nota negativa: per gli amanti della birra, scordatevi boccali da 0,5 lt a 2 € poco più. La spesa minima si aggira attorno dai 5/6 € a salire, anche per bicchieri con capacità contenitive ridotte.

Volete spendere poco? Accontentatevi di McDonald’s e simili, ma non sono ristoranti. In alternativa potreste avere la fortuna di incontrare qualche connazionale che saprà indicarvi dove mangiare con buon raporto qualità/prezzo. Lontano dal centro città.

Approffittate, se nel costo della stanza sia compresa, per fare una buona e abbondante colazione così da poter tirare avanti tutta la giornata o quasi. Sempre che siete amanti di alici e salmone.

I popoli nordici sono persone fredde… o poco cordiali

Il popolo dell'est è freddo e poco cordiale

Sorrisi a trentasei denti sono fuorilegge e, una volta entrati in un locale, non perdetevi in troppi convenevoli. Esultate come al triplete dell’Inter (evidenziando con cerchietto rosso l’evento sul calendario) qualora ricambiassero il saluto. Continuare a credere nei miracoli aiuta a vivere; di tanto in tanto si manifestano. Come le vittorie dell’Inter… appunto.

Confidiamo serenamente nel riscaldamento globale affinchè il processo di ibernazione dell’apparato maxilo-facciale degli abitanti di Riga e Tallinn a seguito delle temperature nordiche possa diventare reversibile.

Mettendo da parte battute e freddure, giusto per rimanere in tema, la gente del posto riesce ad essere tanto ritrosa da sembrare asociale, quanto sorprenderti accorrendo in tuo aiuto in situazione di difficoltà. Anche se ti sei guardato bene dal richiedere il loro intervento.

Sempre, comunque, con un abbozzo di sorriso subito spento tra le labbra. Al confronto, un conto cifrato svizzero, può apparire come un libro aperto. Alla fine dei conti, però… cambia, il senso del viaggio, se non ridono?

Donne dell’est, donne di facili costumi

donne dell'est, donne di facili costumi
Toulouse Lautrec – “Salon in rue des moulins”

Spontanea nasce la domanda: perchè mai il binomio dovrebbe risultare così scontato? Quanto meno, perchè solo quelle provenienti dalla parte orientale dell’Europa lo sarebbero. Della serie: tutte, tranne mia madre e mia sorella.

Visto mai, considerato il sillogismo uomo povero uguale ladro, vi sia la versione femminile che rende la donna povera pronta a darla via liberamente in cambio di accessori introvabili al tempo della cortina di ferro. Epici, ed ancora memorabili, i racconti secondo i quali le russe si concedevano per ottenere un paio di calze.

A dar seguito ai tanti luoghi comuni Riga e Tallinn, le due capitali baltiche sembrano essersi trasformate (o rimaste) una sorta di bordello en plen air dove lo straniero, specie se turista, venga abbordato ad ogni angolo cittadino o in una giungla dove il maschio leone trova il terreno di caccia preferito per fare incetta di prede.

Facile e liscio come l’olio, come sfrecciare su strade di montagna in discesa a motore spento. Ricordate che prima o poi incontrerete le curve, correndo il rischio di andare dritti in un tremendo botto.

Nulla di quanto immaginato nella fantasia collettiva è apparso ai nostri sguardi perlustrativi nonostante certe tipologie di locali di intrattenimento (li trovi in ogni città) non si nascondano dietro facciate di finto perbenismo o vetri moralisti.

All’est le donne sono (tutte) molto belle

Le donne dell'est sono molto belle

In un impeto incontrollabile di larussismo e onestà…diciamocelo! l’erba del vicino risulta essere, ad uno sguardo furtivo, sempre la più verde.

Considerato da un angolo di visuale diverso valgono le stesse considerazioni fatte alla voce mangiare. Abituate le papille degustative a determinati sapori, risultano anomali i contatti con pietanze dall’aroma sconosciuto, allo stesso modo la diversità dei tratti somatici farà apparire le rappresentanti del gentil sesso straniere più “gustose”, esteticamente parlando.

Questione di abitudini, insomma. Il bello ed il brutto si trovano ovunque e, come enunciò nella sua ormai famosa teoria zio Albert (Einstein) il tutto è riconducibile all’interno del binario della relatività.

A controprova di quanto affermato chiedere alle donne mediterranee di esprimere un giudizio a riguardo dell’ avvenenza estetica dell’uomo baltico. Risulterebbero tutti oscenamente bianchi e slavaticci tanto da mettere sotto accusa una mozzarella dall’aver fatto ricorso a sedute estetiche di raggi UV.

Arkifood

Pubblicato da Arkifood

Ha riunito in se le caratteristiche dell'architetto e dei designer cercando di applicarle in cucina. Il risultato che ne verrebbe fuori, se non fermato in tempo, una cattedrale nel deserto della cucina o una pietanza esteticamente da ammirare ma immangiabile. Nonostante molti sapori siano del tutto ignoti al suo palato (ma non all'olfatto) gode di inesauribile fiducia da parte della Bondgirl Paola che gli ha rinnovato la sua "licenza di cucinare" trasformandolo a volte in Jean Food 007 "Mission Impossible"

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