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Riga e Tallinn: miti e luoghi comuni da sfatare (o quasi) – considerazioni di viaggio

Riga e Tallinn: miti e luoghi comuni da sfatare
Riga e Tallinn tra miti e luoghi comuni da sfatare (o quasi) – considerazioni di viaggio

La comunicazione della destinazione di viaggio è attesa e percepita, da parenti e amici, come il messaggio di Maria a Medjugorje: pervasa da un senso spiritualità unita alla puntualità e sorpresa nello stesso tempo. La prima perché le date dei nostri viaggi, salvo sorprese, si avvicendano ciclicamente come le stagioni di una volta.

Gennaio (poco più di un week-end) per il compleanno di TataPaola, la vera anima del blog che, magnanimamente e con buona dose di incoscienza, ha demandato ad Arkifood la parte dedicata ai viaggi. Tra giugno e settembre, cercando di evitare i periodi peggiori di luglio ed agosto, per quello intensivo.

La sorpresa (a dire il vero, da un certo punto di vista, non è lo è più di tanto) riguarda la destinazione. Fuori dalle classiche destinazioni di turismo massificato, fuori dalle destinazioni dove il rischio di trovare migliaia di persone dai tratti mediterranei (Italia e Spagna in primis) è altissimo. Immergendosi in realtà nuove dove è ancora possibile trovare la genuinità del posto prima che divenga a sua volta (e Tallinn, purtroppo, lo sta già diventando) una nuova Gardaland o Disneyland.

Puntuali, come i periodi, si susseguono le domande ed affermazioni frutto di luoghi comuni, talmente radicati, da venire recepiti come verità assolute apparendo come dogmi. Avviso ai naviganti: pur apparendo ovvio, meglio specificare. Dove trovate due frasi intervallate da / a sinistra del segno la domanda, a destra la risposta. Dove non lo trovate è solo un affermazione:

  1. cosa ci sarà mai da vedere in quei posti / quando torniamo ve lo racconteremo
  2. chissa che freddo ci sarà / guarda che andiamo in estate
  3. attenti che c’è tanta povertà e, quindi, sono pericolose / non è che qui in città siano tanto più sicure
  4. chissa con la lingua / ci siamo sempre fatti capire
  5. chissa con il mangiare / non siamo mai tornati deperiti (vedi anche punto 1)
  6. ah, è vero che voi preferite i paesi dell’est
  7. nei paesi dell’est mangi con poco
  8. nei paesi dell’est sono poco cordiali
  9. hai la compagna di quelle parti / no, è veneta
  10. allora vai da solo / no, con lei
  11. le donne dell’est sono di facili costumi
  12. nei paesi dell’est ci sono donne molto belle

L’elenco non è esaustivo, qualche affermazione certamente è sfuggita durante il recupero dal backup del disco di memoria umano (cervello), Chiunque voglia aiutarci ad allungare l’elenco dei luoghi comuni da sfatare sarà sempre il benvenuto. Nel frattempo, facciamo un pò di chiarezza smontando le “certezze” che albergano in molti. Per il punto 1 si rimanda, naturalmente, alla parte dedicata agli itinerari di visita. Per i 9 e 10 non c’è niente da smontare. Certezza assoluta ed inconfutabile.

Riga e Tallinn: miti e luoghi comuni da sfatare

Ah, è vero che voi preferite i paesi dell’est. Non è sufficiente la suddivisione fatta durante la guerra fredda per identificare come paesi dell’Est tutti quelli venutesi a trovare sotto l’influenza politico-economica della Russia. Così fosse, risulterebbe corretto far rientrare anche Lettonia ed Estonia in questa definizione. Equivale, più o meno, come nell’etichettare cardinalmente i paesi in virtù del fatto che si trovino a sinistra o a destra del GMT (meridiano di Greenwich); l‘Italia diverebbe improvvisamente paese dell’Est. Ripercorrendo la loro storia, dalle origini ad oggi, ci si rende conto di quanto Riga e Tallinn con le loro nazioni si sentano più nordiche che dell’est. Rivendicandolo a gran voce per ottenerne il pieno riconoscimento. Un primo passo , intanto, è già compiuto.

Riga e Tallinn: miti e luoghi comuni da sfatare

Chissà che freddo ci sarà. Siete amanti di temperature tropicali tutto l’anno? iniziate a tirare fuori il 100 grammi appena la temperatura scende al di sotto dei 30 gradi? nonostante abbiate lanciato la moda del letto “a cipolla”, o averlo trasformato in matrioska delle coperte, sentite ancora freddo? Forse, e dico forse, meglio rimanere a casa, magari davanti al caminetto acceso. Anche se siamo ancora ad agosto. Arkifood non fa testo avendolo guardato, con invidia, anche gli abitanti di Tallinn. A settembre, quando siamo stati, la temperatura nelle giornate non piovose era ancora gradevole, Decisamente meglio tra luglio e agosto ma, altrettanto peggio, nei mesi invernali. A Tallinn i locali hanno già iniziato ad indossare abbigliamento tecnico. Forse un po esagerato, forse inutile rimandare il cambio armadio più avanti quindi…visto che l’avevano fatto.

Riga e Tallinn: miti e luoghi comuni da sfatare

Esiste tanta povertà e, quindi, sono pericolose. Due “miti” da sfatare in un colpo solo. Se povertà vuol dire non avere la casa strafiga e vestire perennemente alla moda alllora, si, sono città povere. Sono sembrate comunque, Tallinn più di Riga, due città con un discreto tenore di vita, superiore agli altri paesi dell’ex URSS. Abbiamo sempre percepito osservando chi, probabilmente, abbia avuto meno fortuna il grande valore che attribuisce al “poco” che riesce ad avere non sentendosi comunque privato della propria dignità. Riguardo alla sicurezza, viaggiare in queste città non ti fa mai sentire di essere o di trovarti, a breve, in pericolo. Alla fin dei conti, lascereste andare a scuola (e tornare) vostro figlio di 8/9 anni da solo in autobus, anche se in centro città?

Riga e Tallinn: miti e luoghi comuni da sfatare

Chissa con la lingua. Uno degli aspetti che incuriosisce i nostri viaggi è cercare di entrare un minimo in confidenza con la lingua locale. Ohh, sia ben chiaro, minimo di confidenza non significa riuscire a comporre una frase di senso compiuto. Sarebbe troppo. Ci accontentiamo di ascoltare la musicalità della lingua locale (in Estonia sembra di ascoltare due giapponesi che dialogano tra loro), di trovare similitudini con quel poco che conosciamo delle altre. Siamo felici quando riusciamo a riconoscere una sola parola all’interno del discorso del vicino di autobus, decifrare le scritte in cirillico bulgaro. Non vogliamo toglierci la voglia di visitare una città per la paura di non riuscire a farsi comprendere. A Riga come a Tallinn, nonostante un buon inglese di media, è capitato di trovare anche persone giovani con difficoltà nel comprendere e parlare un inglese scolastico come il nostro ma, alla fine come sempre, siamo riusciti a farci capire.

Riga e Tallinn: miti e luoghi comuni da sfatare

Chissa con il mangiare. Se Arkifood non fa testo per il freddo, altrettanto non lo fa per il mangiare. Per confermare la sua prima valutazione, di stampo empirico, bisogna rivolgersi sempre a TataPaola, la “bocca armata” della coppia di viaggiatori, colei che mi permette poi di poter disquisire riguardo l’argomento. Crediamo non esista una cucina migliore di altre; pensiamo ci sia, invece, una cucina che incontra di più alcuni palati rispetto ad altri avendo anche origini alla base dei piatti molto diverse. Un minimo di adattamento ci vuole sempre, Arkifood escluso ovviamente. Trovarsi alici e salmone a colazione non rientra nella nostra (italica intendo) concezione; in Estonia è normale. Iniziare il pasto con la zuppa lo consideriamo da malati (o quasi); qui, come in altri paesi, è la conditio sine qua non. Comunque sia vale quanto detto a riguardo della lingua: in qualche modo ci si arrangia sempre. Parola di Arkifood, mai tornato deperito da un viaggio.

Riga e Tallinn: miti e luoghi comuni da sfatare

Nei paesi dell’est mangi con poco. Premessa number one: nelle capitali si spende sempre qualcosina in più che nei paesini vicini. Premessa number two: Riga e Tallinn hanno una connotazione più nordica che dell’est. Premessa number three: dipende sempre da cosa mangi e dove lo mangi. Premessa number four: poco rispetto a chi. Bastano questi incipit per trovare la risposta da soli? Rispetto ad altre capitali (Varsavia e Sofia) i costi in media sono leggermente superiori. Se paragonati ad un pasto in qualsiasi città medio-grande italiana, si inizia a sentire la parvenza di economicità. Nota positiva: se vi fermate nei ristoranti dei musei non sarete spennati come spesso accade in altre città. Nota negativa: per gli amanti della birra, scordatevi di bere boccali da 0,5 a 2 euro poco più. Si parte da 5/6 euro a salire, anche per bicchieri meno capienti. Se veramente volete spendere poco accontentatevi di McDonald’s o similari, ma non sono ristoranti. Altrimenti fate una abbondante colazione in albergo (se compresa) così da ridurre il senso di fame.

Riga e Tallinn: miti e luoghi comuni da sfatare

Nei paesi dell’est sono poco cordiali. Non aspettatevi grandi sorrisi, questo si. Non perdetevi in convenevoli se entrate in un locale. Se ricambiano il saluto è da segnare l’evento con il cerchietto rosso alla Rino Tommasi. Temperature rigide e caldi non esagerati hanno paralizzato l’apparato maxilo-facciale delle popolazioni nordiche. Confidiamo nel riscaldamento globale per lo scongelamento. Battute a parte, sono così tanto poco espansivi se ti incontrano per strada, quanto riescono a sorprendenti venendoti incontro se ti trovi in difficoltà pur essendoti guardato bene dal richiedere il loro intervento. Sempre,comunque, con un abbozzo di sorriso spento subito tra le labbra. Un conto cifrato svizzero, in confronto, é un libro aperto. Ma, in fin dei conti, cambia il senso del viaggio se non ridono?

Riga e Tallinn: miti e luoghi comuni da sfatare

Le donne dell’est sono di facili costumi. Chissà mai perché dovrebbero esserlo; o almeno solo quelle. Giusto, dimenticavo: in considerazione del punto 3. La troppa povertà trasforma l’uomo in delinquente e la donna una prostituta. E’ finito il tempo dei racconti secondo i quali a latitudini più alte si potesse avere piaceri carnali in cambio di qualche paio di calze. Oggi le due capitali Baltiche, a dar retta ai qualunquismi, sarebbero diventate un bordello en plen air, dove vieni abbordato ad ogni angolo di strada e i maschietti, in cerca di prede, avrebbero la strada spianata come una macchina in discesa con i freni rotti. Attenzione alle curve: rischiate di andare dritti e fare il botto. Ad onor del vero, niente di tutto questo è apparso alla nostra vista, sebbene certi locali (li trovi in ogni città) non si nascondono dietro facciate di parvenza o vetri oscurati. (a sx “Al Salon di rue des Moulins” – Henry de Toulouse-Lautrec)

Riga e Tallinn: miti e luoghi comuni da sfatare

Nei paesi dell’est ci sono donne molto belle. In un impeto incontrollbile di larussismo e onestà…diciamocelo! l’erba del vicino risulta essere, ad uno sguardo furtivo, più verde. E’ come il mangiare ma ribaltato nell’angolo di visuale. Se per il primo l’abitudine a certi sapori fa trovare strano o di non gradimento le pietanze, nel secondo la diversità nei tratti somatici le potrebbe far apparire più “gustose” dal punto di vista estetico. La questione è molto più semplice di come sembra: il bello ed il brutto si trova in qualsiasi posto. Questione di gusti. Sarebbe curioso sapere come giudicano le donne mediterranee i maschietti baltici. (disegno a dx credits by coloradisegni.it)

Siete capitati in questa pagina senza essere passati dal via e siamo riusciti ad incuriosirvi di più sulle capitali Baltiche? Sfoglia tra l’indice degli articoli per trovare il motivo per farti partire alla loro scoperta.

Arkifood

Pubblicato da Arkifood

Ha riunito in se le caratteristiche dell'architetto e dei designer cercando di applicarle in cucina. Il risultato che ne verrebbe fuori, se non fermato in tempo, una cattedrale nel deserto della cucina o una pietanza esteticamente da ammirare ma immangiabile. Nonostante molti sapori siano del tutto ignoti al suo palato (ma non all'olfatto) gode di inesauribile fiducia da parte della Bondgirl Paola che gli ha rinnovato la sua "licenza di cucinare" trasformandolo a volte in Jean Food 007 "Mission Impossible"

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