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La valigia in viaggio: quale usare e come prepararla

La valigia in viaggio: quale usare e come prepararla al meglio. I segreti per viaggiare senza ricorrere ad un trasloco in piena regola.

Prossimi all’estate; tempo di ferie, vacanze e, mai come quest’anno, la voglia di partire sortisce lo stesso effetto della deflagrazione di una bomba a mano in piena notte. Staccare la spina diventa il giusto antidoto per evitare un sovraccarico di cortisolo (anche conosciuto come l’ormone dello stress).

Cadute anche (quasi tutte) le ultime restrizioni imposte alla libera circolazione parte la corsa, emuli del mitico ragionier Fantozzi alla campanella della smessa lavori per potersi accapparare l’ultimo fatidico biglietto simbolo della partenza (forse) per l’altrettanta deisderata meta vacanziera.

Il nostri viaggiatori, ormai sul piede di partenza, verranno colti da convulsioni solo pensando dover trovare risposta alla domanda delle domande che, da ora in avanti, sconquasserà l’universo (ed equilibrio) cerebrale tanto faticosamente trovato: la valigia…quale usare e come prepararla.

Come preparare la valigia

Affrontare questa prova, dopo essere stati duramente messi alla prova da un anno (forse non sarà sufficiente) di snervante attesa. equivale per i nostri viaggiatori a scalare tutti i 14 ottomila senza l’ausilio della respirazione tramite bombola.

Noncuranti ed insensibili alla sofferenza patita, ancora ben visibile sui volti dei malcapitati, chi presente sulla scena del crimine convincono i nostri intrepidi eroi a presentarsi alle selezioni per il ruolo di protagonista nella messa in scena della tragedia Shakespeariana ispirata da Amleto, principe di Danimarca.

Mentre a teatro il dubbio si insinua nell’esperto attore durante l’atto di cingere il teschio, ai confusi viaggiatori la Domanda si materializza a ridosso dell’imminente partenza per le vacanze. Sguardi assenti persi nel vuoto, rivitalizzati solamente di fronte alla sfilata (in perfetto stile militare) sul letto del minimo (?) indispensabile da portarsi in viaggio.

La valigia in viaggio si trasforma in trasloco

Escluse le piastrelle di casa (complicate da smontare) la partenza per le vacanze si trasforma in un trasloco come racconta un amico quando, a cadenza annuale, è chiamato a sbrogliare l’intricata situazione trovandosi di fornte a quattro possibilità.

Noleggiare un furgone
Chiamare una ditta di traslochi
Avvalersi della forza di un lottatore di sumo per poter chiudere la valigia
Comprare una valigia simile alla foto di seguito
La maxi-valigia Louis Vuitton nella piazza Rossa di Mosca fa infuriare i  comunisti russi - IlGiornale.it
Spazio espositivo di Louis Vuitton in Piazza Rossa

Constatato gli ignari viaggiatori il giorno prima della partenza siano avvolti nel Dubbio, diventa d’obbligo l’agire d’urgenza ponendoci un quesito e, in perfetto stile marzulliano, dandoci la relativa risposta.

Probabilmente (possiamo anche levare il remoto dubbio) l’idea non ci ha nemmeno sfiorato; è bene sapere, tuttavia, la nostra partenza risulta trovarsi seriamente in pericolo, vedendo andare in fumo la vacanza. Forse il viaggio inseguito e sognato tutta la vita.

E con esso mettere a repentaglio anche la tenuta di coppia. Tutto a causa di non aver saputo trovare immediata risposta al quesito della valigia in viaggio: quale usare e come prepararla.

Come preparare la valigia

Come preparare la valigia? A cotanto quesito, posto a chiusura del cerchio dei preparativi pre-partenza, quale valigia usare risulta essere la contro domanda più gettonata. Rimanendo lucidi, nel pieno delle nostre facoltà fisiche e mentali, ricorrendo all’utilizzo dell’ultima molecola cerebrale in dotazione, riusciremo a controvertire l’ordine dei fattori.

Ripresi dal sommo stupore saremmo consapevoli quanto raccontato nelle ore di matematica tra i banchi di scuola fosse una astuta bugia; partendo dalle proprietà transitive secondo le quali, cambiando l’ordine degli addendi (o dei fattori), il prodotto rimane invariato.

Come (non) preparare la valigia per un week end

Be quite and keep calm…momento di riflessione. Decidere quale usare in base alla metodologia di come prepararla (rendendoci conto al ritorno di averla sovradimensionata) non equivarrà sicuramente a contro decidere come prepararla prescindendo dalla scelta di quale usare nel rispetto della maggior praticità.

A nostro supporto si trovano applicazioni che alleggerirebbero l’ultimo sforzo da sostenere. Siamo certamente certi di tenere uguale comportamento nell’uso del navigatore: il più delle volte finiamo di deguire l’istinto, fatta eccezione ci trovassimo a percorrere una tragitto completamente sconosciuto.

Tanto vale sprecare l’ultima briciola di energia trovando la risposta in autonomia; tempo per riprenderci dalla fatica ne rimarrà. Almeno si spera.

Scontato la perfezione esista se non in base ai criteri attribuiti per definirla, troveremo solamente la metodologia di come preparare la valigia perfetta nel modo che noi riteniamo perfetto.

Cercando di evitare gli errori più comuni, mettendo in campo alcune strategie o correggendo il target man mano la volte successive per non ricascarci come dei salami. Perché questo viaggio è diverso dall’altro (solo pillole di autoconvincimento).

Una volta rientrati all’ovile ci rendiamo conto di essere (anche) tornati con i piedi sulla terra e come nulla sia cambiato rispetto all’anno precedente. Per lo meno, riguardo all’argomento la valigia in viaggio: quale usare e come prepararla.

Come preparare la valigia: gli errori da evitare

Prima di prendere in esame i fattori determinanti nella scelta della valigia da usare in viaggio, un prontuario degli e(o)rrori più comuni nei quali un viaggiatore incorre costringendolo ad indirizzare la scelta della valigia da usare verso il sovradimensionamento.

Tradotto in soldoni: scarsa comodità, peso eccessivo da trasportare, soldi spesi in più per imbarcarla o essere costretti a scegliere, in caso di noleggio (leggi l’articolo Noleggiare un auto senza sorprese), una autovettura di maggiori dimensioni.

Non portarti ciò che puoi comprare sul posto

Il più comune degli e(o)errori. Molto diffuso, senza comprenderne i reali motivi, il convincimento diventi impossibile reperire, in alcuni luoghi, alcuni oggetti; in particolare quelli dedicati all’igiene personale.

Ovunque nel mondo vi stiate recando anche gli indigeni, per motivi naturali, non riescono a distaccarsi da certe “abitudini”: nutrirsi, lavarsi e vestirsi. Nonostante le pratiche vengano effettuate con stili e rituali diversi, tutti dedicano parte del loro tempo all’attività in contendere.

Qualsiasi tipologia di sistemazione scelta per dedicare le ore del riposo, avremmo a disposizione un fornito kit di cortesia, il minimo necessario per farci sentire freschi e puliti come a casa nostra.

Esempio di kit di cortesia - Non portare in viaggio quello che puoi comprare sul posto
Esempio di Kit cortesia

Qualora la sua presenza, alla partenza, infonda in noi maggior senso di tranquillità (effetto placebo) inseriamo in valigia un flaconcino di dimensioni e capacità ridotte, (35 ml, uguali al kit di cortesia degli alberghi). Tornerà utile come dose di sicurezza o in caso di emergenza nel giorno di arrivo a destinazione.

Essendo in alcuni posti le bevande fornite a pagamento, sebbene per il soggiorno abbia speso migliaia di euro, c’è anche chi (caso realmente accaduto) ha pensato bene di riempire la valigia con scorta d’acqua per una sopravvivenza minima, privandosi della libertà di poter scegliere se avere più sete del previsto. Inutile, oltre che da pezzente.

Toglietemi tutto…anche le mie scarpe

“Non tutte le donne sono ossessionate dalle scarpe. Ma ogni donna è ossessionata dalle scarpe che suo marito indossa (che non è affatto difficile catalogare, dato che il marito ha esattamente due paia: le scarpe nere che hanno più di dieci anni e la suola tutta consumata e le scarpe da ginnastica che sono così sporche che sono classificate a rischio biologico)” .
Toglietemi tutto...anche le mie scarpe - Come preparare la valigia

Se è vero, come è vero, quanto affermato da Sir Peter Scott, per l’uomo (salvo segnali di schizofrenia improvvisi) non risulterebbero difficoltà nel decidere quali scarpe riporre in valigia. Ammesso che (l’uomo) in valigia ne deponga un paio.

In sostegno della tesi gioca a favore il fatto che la scarpa nera, il più delle volte, è considerata alla stregua di residuato bellico; frutto di cerimonie cui ha dovuto, obtorto collo presenziare, indossandola obbligatoriamente.

Contrariamente, la rappresentante del gentil sesso, fatta salva la situazione alquanto remota di possederne un intera collezione monotipo, si troverà ad affrontare il dubbio amletico di come preparare la valigia e quae usare.

Si, perchè alla donna…toglietegli tutto ma non le sue scarpe; soprattutto se con tacco. Allo scopo di non salire sul banco degli imputati al tribunale dell’Aia venendo accusato di crimini contro l’umanità, di violazione della libertà altrui e delitti vari contro la persona l’uomo acconsente.

Suo malgrado. Pur trattandosi di convenienza, (lo sentirete rivendere il sacrificio come il più grande gesto d’amore), acconsente affinché possa depositare la sua scarpa tacco 12 in valigia. Come Paperone depositerebbe un lingotto nel caveau della banca.

Durante il vostro soggiorno le vostre giornate non saranno all’insegna dell’ozio più assoluto, qualcosa porta ad avere una vaga sensa(zione) che la sera non vedrete l’ora di mettere i piedi in ammollo infilandoli in una più comoda, per quanto vituperata (e a rischio biologico), scarpa da ginnastica.

Dietro alla scelta monotematica maschile si nasconderà una motivazione (para)scientifica?

Non siete modelli/e in passerella

non siete in passerella - la valigia in viaggio

Per la serie: come riconoscere un italiano all’estero.

Con tutta onestà: facciamo mea culpa. L’italico viaggiatore è un po (pooo???) vanitoso trasformando il viaggio, qualsiasi destinazione sia la sua meta, in un potenziale rischio di trasformazione in “modello per caso” (generico, visto pure noi maschietti in qualche occasione non abbiamo niente da invidiare alle femminucce).

Pronto ad essere avvistato per le strade girovagare con impostazione da divo delle passerelle delle migliori rassegne pret a porter sfoggiando l’intero guardaroba. Appena rinnovato per l’occasione o, meglio ancora, se griffato.

Inutile riempire la valigia con vestiti in abbondanza. Pochi capi semplici e di poco ingombro sono più che sufficienti a “sopravvivere”, oltre a non risultare in sintonia con il contesto circostante.

Come andare a fare la spesa in agosto indossando la pelliccia ed annessi gioielli di famiglia.

Meglio portarlo…così cambia aria

Come preparare la valigia in viaggio - meglio portarlo...così cambia aria

Viaggiatori italici, non rientrate nella categoria descritta sopra? Più facile i preparativi per la valigia vi facciano rientrare in quella del “meglio-che-lo-porto-così-prende-un-po-d’aria-visto-che-è-stanco-di-stare-in-fondo-al-cassetto“.

Giusto. Giu-stis-si-mo. Anche il capo di abbigliamento, in tutti questi anni cicisbeo delle scarpe nere, meriterebbe maggiore considerazione unitamente a miglior sorte del divenire i Wess & Dori Ghezzi del cassetto: due corpi e un anima. Dimenticata.

Una valida teoria enuncia: un oggetto non usato da più di un anno può essere, senza rimorsi, gettato via. Pensate realmente di rinverdire i fasti del passato dopo lungo periodo di inutilizzo?

Nel preciso momento lo stringerete tra le mani, pronto ad essere deposto in (fondo) valigia, trovate il tempo per recitare il de profundis. In presenza occasionale di parente sacerdote spingetevi senza remore nel pietoso atto dell’estrema unzione.

E dirsi (ciao) addio…riprendendo un capolavoro musicale dei Matia Bazar. Diversamente avrete, ancora una volta, portato peso inutilmente.

Meglio portarlo…non si sa mai

La valigia in viaggio - prevenire meglio che curare

Ripensando riguardo alle affermazioni che alcuni comportamenti in età adulta altro non sono che il frutto di “angosce” patite da bambino, non ho piena coscienza se il pensiero trovi fondamento semplicemente nell’ironia o perché, in fondo, in essa vanga a trovarsi un fondo di verità.

Ricorderanno, per esempio, quando le mamme, perennemente e tutt’ora preoccupate obbligavano a indossare capi d’abbigliamento utili (secondo loro) a combattere qualsiasi acciacco potesse derivare causato dal fatal colpo d’aria. Leggasi maglia di lana… al 15 di agosto.

Prevenire è meglio che curare o, comunque vada, non si sa mai. Potrebbe tornare utile. Se ancora oggi ci ostiniamo a come preparare la valigia memori degli ammonimenti materni, l’affermazione di partenza trova validità scientifica.

La porto, non si sa mai; metti una frescura serale, un repentino abbassamento di temperatura, oppure un uragano inaspettato. Meglio, forse, portarne uno per ogni evenienza. Il pulloverino per la sera, il maglioncino leggero per l’escursione termica e, infine, il cardigan per l’escursione in altura.

Alle prese con siffatti dubbi ricordiamoci un altro capolavoro musicale.

Ma c’era su la porta quella nera signora
Stanco di fuggire la sua testa chinò:
Eri fra la gente nella capitale,
So che mi guardavi con malignità,
Son scappato in mezzo ai grillie alle cicale,
Son scappato via ma ti ritrovo qua!
(“Samarcanda” – Roberto VECCHIONI)
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Nonostante i cinquant’anni suonati nostra madre continua, il giorno prima della partenza, a telefonarci con la scusa di augurarvi buon viaggio. In verità mi dico (e vi dico) trattarsi solo di espediente per ricordarci mettere in in valigia qualcosa di pesante.

In tutta serenità e tranquillità, seguendo i dettami della filosofia orientale, rassicuriamola assicurandola ne abbiamo inserito uno in stile F18:  multiruolo e ogni tempo.

La valigia in viaggio: quale usare

La valigia in viaggio: quale usare. La reale materializzazione del vostro sogno annuale inizia a prendere forma nel momento iniziate a preparare la valigia.

Non rientrando nella categoria viaggiatori seriali o, comunque, dall’ultima volta è strascorso troppo tempo, quale valigia usare è un quesito spesso sottovalutato.

Probabile ne possediamo solamente una, come la scarpa nera vecchio ricordo del viaggio di nozze (la vacanza è il regalo per le nozze d’oro), lasciata a prendere tutta l’umidità possibile in soffitta.

L’istinto primordiale porta ad affermare: più spazio = più riempio. Torna utile ricordare l’esempio della mamma che, considerato la franchigia lo permettesse, trovasse normale partire con 30 kg a testa di bagaglio (bambini compresi). Per sette giorni di viaggio!!

Aborrooo…come direbbe il buon Mughini. Vale quanto scritto in precedenza: peso inutile e qualche (??) euro speso in più a sballare il vostro budget. Quale usare allora?

Il trovare risposta a questo quesito potrebbe generare il cosiddetto effetto “gatto che si morde la coda” facendo cadere il futuro viaggiatore in uno stato di frustrazione tanto da rovinargli la vacanza ancora prima di partire. 

Stiamo pensando di affrontare la partenza per un week end o poco più? A lato uno schema riassuntivo può aiutare nella rapida scelta della tipologia adattabile alle nostre esigenze.

Forse siete già arrivati alla scelta definitiva, nel qual caso potreste anche non continuare nella lettura.

Vi consigliamo, a prescindere abbiate effettuato o meno la scelta, di leggere comunque oltre. Potreste rendervi conto che, se fatta coscienziosamente, nella scelta di quale usare come valigia, entrano in gioco fattori spesso trascurati o cui non avete dato la giusta considerazione.

Quale valigia usare - schema per scegliere la valigia
Clicca sull’immagine per ingrandirla
Tipologia del viaggio e la valigia giusta

Scegliere quale usare come valigia in viaggio, secondo il criterio della tipologia di viaggio che andiamo ad affrontare, assume un ruolo (quasi, meglio non esagerare) di vitale importanza al fine di non correre il rischio trovarsi in difficoltà o non impiegare più tempo di quanto ne trascorreremo in viaggio.

Il ragazzo ha capacità ma non si applica. Dal mondo scolastico all’universo viaggi. Volessimo affidarci a quanto appena suggerito diveniamo alla stregua dello studente che, seppur intellettivamente dotato, studia esclusivamente in funzione dell’esame per giungere alla sufficienza e non essere bocciato.

Fermarsi alla soluzione più semplice esclude la possibilità di valutare le potenzialità offerte da ulteriori opzioni. Spesso risulteranno essere quelle che garantiscono le maggiori soddisfazioni.

Il bignami della scelta risulta povero, poiché è espresso in funzione di due sole variabili: durata della vacanza e preferenza della valigia. Presi dallo stato di sovvraeccitazione per l’immediata partenza stiamo dimenticando la tipologia di viaggio che andremo, di li a poco, ad affrontare.

Parlando di tipologia non ci riferiamo, per quanto importanti, agli interessi fonte di ispirazione per il nostro partire; meglio considerare se trattasi di viaggio totalmente o parzialmente stanziale (per intenderci, tipo da villaggio turistico) oppure, più o meno, itinerante.

Va da sè come, nel secondo caso, portarsi dietro un bagaglio troppo ingombrante si trasformi, in men che non si dica, come le borracce per i ciclisti impegnati nella scalata dello Stelvio. Da kit di sopravvivenza a zavorra da eliminare il prima possibile.

Preparare la valigia - non portarti peso inutile
La giusta valigia nei mezzi di trasporto

Scegliere la valigia in base ai trasporti

Il ragazzo si è impegnato, certo, ma prospetta ulteriori e notevli margini di miglioramento. Ha in mano la certezza di aver trovato il giusto compromesso in cambio della soluzione più equa nella scelta della valigia.

Una volta in più non è andato fino in fondo al problema. Quali mezzi userà il nostro ragazzo nel suo viaggio? Attenzione: l’imprevisto, non considerando il viaggio nella sua interezza, ci attende appena svoltato l’angolo.

Considerare il solo mezzo per giungere a destinazione potrebbe presto rivelarsi un boomerang qualora non avessimo preso in esame il mio viaggio rientri nella categoria tour o itinerante.

Viaggiare in aereo è comodo e, allo stesso tempo, permette di portarsi appresso qualsiasi tipologia di valigia. Dal semplice bagaglio a mano al super valigione da 30 Kg.

Necessario valutare, una volta giunti a destinazione, quali mezzi utilizzeremo negli spostamenti usufruendo, ad esempio, dei mezzi pubblici come pullman o autobus. Senza dimenticarsi che avrò da effettuare anche degli spostamenti a piedi per raggiungere, sempre a titolo esemplificativo, l’alloggio.

L’opzione di viaggiare con la maxi valigia, magari senza ruote, può ritenersi adeguata a prescindere? Allo stesso tempo, voler viaggiare a tutti i costi con il solo bagaglio a mano, senza prima aver consultato le condizioni e/o restrizioni applicate dalle varie compagnie aeree. Eviterà spiacevoli inconvenienti ed un vero risparmio alla voce trasporto.

Trapani: in coda per l’accesso al gate. Accanto giunge una signora dall’aspetto, da noi definito, “pataccaro”. Al seguito il suo “bagaglio a mano” (secondo il suo punto di vista) composto da trolley, (di dimensioni già abbondantemente over), più borsa personale equivalente ad una valigia morbida media, più qualche borsa varia proveniente da shopping esterni al duty free.

Risultato: discussione inevitabile, imbarcato quasi tutto, aperto il portafoglio per pagare incazzandosi, ancora convinta di avere ragione, riguardo al trattamento ricevuto.

Dammi tre parole: gli immancabili

Poco prima di chiudere la porta dietro le nostre spalle siamo presi dall’ennesima fatidica domanda: dimentichiamo niente? La mia filosofia, a volte molto spiccia, porta ad affermare che quando abbiamo questi tre elementi possiamo partire senza (relative) preoccupazioni:

biglietti di viaggio e prenotazioni
documenti
soldi e/o carte di credito

Per effetto della legge di Murphy, secondo la quale “se qualcosa può andare male lo farà”, nonostante la massima attenzione posta sulla nostra valigia e sul come prepararla, non sarà poi così improbabile sia sfuggito qualcosa.

Inutili saranno i tentativi di ricostruire la preparazione step by step mentalmente. Corriamo il rischio di saltare qualche passaggio e ricadere nel famoso “effetto gatto.

Non ha importanza sia piccolo o grande, importante o meno. Non te ne ricorderesti comunque.

Fatti una check list delle cose da mettere in valigia...rischi di dimenticarne qualcuna
Arkifood

Pubblicato da Arkifood

Ha riunito in se le caratteristiche dell'architetto e dei designer cercando di applicarle in cucina. Il risultato che ne verrebbe fuori, se non fermato in tempo, una cattedrale nel deserto della cucina o una pietanza esteticamente da ammirare ma immangiabile. Nonostante molti sapori siano del tutto ignoti al suo palato (ma non all'olfatto) gode di inesauribile fiducia da parte della Bondgirl Paola che gli ha rinnovato la sua "licenza di cucinare" trasformandolo a volte in Jean Food 007 "Mission Impossible"

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