I biergarten: in Baviera tra sacro e profano

Biergarten
Biergarten

I BIERGARTEN

Con l’inizio della bella stagione (solitamente agli inizi di maggio) i biergarten, letteralemente “giardini della birra, diventano il luogo preferito dai bavaresi per ristorarsi all’ombra degli ippocastani davanti ad un bel boccale di bionda fresca non badando tanto alla forma.

Al calar delle tenebre i biergarten spesso si trasformano in sale da ballo all’aperto dove, accompagnati da musica dal vivo, Herren und Frauen agghindati a tutto punto nei tradizionali abiti bavaresi si lanciano in placidi valzer. Aternandoli sempre con un boccale di birra.

I BIERGARTEN TRA SACRO E PROFANO

“Per i bavaresi tre cose sono sacre: Dio, la Baviera e la birra, la birra che viene prodotta in Baviera” (Löb Strauß).

Contrariamente ai luoghi comuni il popolo teutonico non è solo dedito al lavoro; e non è nemmeno cosi asociale come lo si immagina.

Buona parte del proprio tempo libero, altro aspetto da considerare sacro come la birra, il tedesco lo passa in compagnia: con la famiglia, con gli amici o con entrambi. Raramente mancherà un buon boccale di birra.

Nell’antico Egitto (dove si iniziano ad avere le prime testimonianze della produzione di birra) il tempio era la “casa di Dio”, il luogo nel quale si celebravano le feste e dal quale iniziavano le celebrazioni in suoi onore.

Tempio di Luxor di notte
Luxor – Tempio di notte (foto di DezAlb su Pixabay)

BIERGARTEN: I TEMPLI DELLA BIRRA

Quale tempio per la divina birra? Chi ha visitato la Baviera, nessuno escluso, non può dire di esserci stato se non dopo aver fatto almeno una tappa in uno di loro.

Sono i Biergarten, antica tradizione di origine tutta bavarese (gli abitanti di Monaco rivendicano la paternità e considerano originali solo i loro) poi esportata nel resto della Germania dove sono solo “cattive imitazioni”.

Che la birra fosse qualcosa in più di una semplice “bionda” fresca da bere in ogni occasione era risaputo; considerarla alla stregua di qualcosa di sacro si poteva solo immaginarlo. L’intreccio tra sacro e profano è sempre esistito. A nostra insaputa.

Tre monaci
Drei Monche bei der Brotzeit (Tre monaci al tempo del pane)- Eduard Grutzner 1855

IL MONDO RELIGIOSO NELLA PROUZIONE DELLA BIRRA

L’intreccio tra il mondo religioso e la produzione della birra in Baviera si perde nei secoli. Già nei primi anni del ‘300 i monaci si dedicavano alla produzione del “nettare degli dei” come veniva chiamata nell’antico Egitto.

Erano solamente tre le materie utilizzate dai monaci agostinani: acqua, orzo e luppolo; poco importa che ad introdurre questo ultimo elemento, si dice, sia stato Lutero.

Editto della purezza - Reinheitsgebot
Reinheitsgebot – Editto della purezza

Come le tesi che Lutero affisse sul portone della chiesa di Wittenburg, numerose sono le teorie per spiegare il motivo che portò nel 1516 Guglielmo IV di Baviera a promulgare il Reinheitsgebot (editto della purezza).

Wotan
Wotan

Dalle “streghe della birra”, passando attraverso il dio Wotan (costretto a sputare nella bevanda per dar vita al processo).

Dettato più dalle credenze popolari che da una solida base scientifica; così si spiegava il “mistero” della fermentazione.

Il lievito comparirà centinaia di anni più avanti grazie alla scoperta di Pasteur.

DAI SANTI ALLA NASCITA DEI BIERGARTEN

A differenza dei tempi odierni, era permesso produrre birra solo in un determinato periodo dell’anno: tra il 29 settembre, giorno di San Michele, e il 23 aprile, dedicato a San Giorgio.

Seppur buona anche d’inverno è d’estate il periodo migliore per gustare un buon boccale della bionda beverina. Producendolo solo in questo determinato periodo bisognava confrontarsi con due problematiche: il luogo dove conservare le scorte e la refrigerazione per mantenerle fresche pronte ad essere vendute.

Niente più streghe, santi, monaci e riformatori: solo quello che la natura offre. Nelle vicinanze delle grandi aziende, per lo più lo più in prossimità dei fiumi si ricavano cantine.

Gli argini saranno ricoperti e rinforzati con la ghiaia e, per garantirsi un risultato finale ottimale vengono piantati gli ippocastani. Grazie alla loro foglia grande veniva assicurata maggiore ombra.

Tubinga - Biergarten
Tubinga – Biergarten

Panche e tavoli ben presto occuparano gli spazi all’aperto e le cantine iniziarono, non solo a conservarla, ma anche a servirla ai clienti. Nascono i primi biergarten.

LA RIVOLTA DEI PICCOLI

La seconda “rivoluzione” nel mondo della birra fece la fortuna dei grandi produttori i quali presero a servire anche piatti semplici per accompagnare la birra.

Preoccupati di vedere dimagrire maggiormente i loro, già risicati, incassi i piccoli produttori fecero petizione al re Ludovico I affinché venisse messa la parola fine alla vendita di cibo nelle cantine.

Nemmeno Salomone avrebbe potuto fare di meglio: lasciò la possibilità di continuare a vendere birra permettendo ai clienti di portarsi il cibo da casa.

Era il 1539 e nulla, praticamente, è cambiato. Buona birra a tutti.

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Arkifood

Informazioni su Arkifood

Ha riunito in se le caratteristiche dell'architetto e dei designer cercando di applicarle in cucina. Il risultato che ne verrebbe fuori, se non fermato in tempo, una cattedrale nel deserto della cucina o una pietanza esteticamente da ammirare ma immangiabile. Nonostante molti sapori siano del tutto ignoti al suo palato (ma non all'olfatto) gode di inesauribile fiducia da parte della Bondgirl Paola che gli ha rinnovato la sua "licenza di cucinare" trasformandolo a volte in Jean Food 007 "Mission Impossible"

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